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| Nuovo cinema inferno |
I love Sicilia - febbraio 2012 |
Niente di meglio che vedere lo straordinario The Artist, film muto sul film muto, nostalgicamente in bianco e nero, in un vecchio cinema di periferia, meglio ancora se in provincia. Immaginiamo compiaciuti sedie cigolanti col velluto rabberciato, un cinefilo d’antan al botteghino e l’odore acre di umidità dalle pareti: un’esperienza estetica tanto vintage da far invidia a Peppuccio Tornatore.
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| Il disagio di Enzo Consolo |
doppio zero.com - livesicilia.it / 23 gennaio 2012
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La prima volta che l’ho incontrato, secoli fa, era in un albergo a cinque stelle proprio al centro della Valle dei Templi di Agrigento, dove si trovava per ritirare non so quale premio letterario.
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| Il tempo delle istruzioni |
doppiozero.com - 3 gennaio 2012 |
I frames del Natale sono noti. Comportamenti tipici, sequele preordinate di azioni e passioni, modi di dire e di fare, personaggi stereotipati. Ci sono quelli che finalmente si possono riposare, quelli che me ne sto solo a casa e vaff, quelli che mandano lo stesso sms o la stessa cartolina via mail a tutta la rubrica sentendosi tecnologicamente avanzati, ...
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| Quelli che il Natale |
I love Sicilia - gennaio 2012 |
Fatti due conti, capisco che questo articolo, scritto i primi di dicembre, uscirà dopo le sbornie natalizie. Avrei voluto parlare dei vizi e delle virtù cittadine all’approssimarsi delle feste di fine anno, ma adesso posso solo giocare sulla profezia. E non è difficile, dato che i comportamenti natalizi dei palermitani medi sono sempre gli stessi. Stereotipi, direbbe qualcuno.
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| Isola e terraferma |
doppiozero.com, 22 novembre 2011 |
Che cos’è un’isola? Alle scuole elementari ne davano una definizione ovvia ma inquietante: un lembo di terra interamente circondato dal mare. Esempio: la Sicilia è un’isola, come la Sardegna e Creta, l’Italia invece una penisola, come la Spagna o la Scandinavia.
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| Apocalipse now? Natura (s)morta |
Marie Claire, novembre 2011 |
La Natura? È come il tempo per sant’Agostino. So bene che cosa si tratta, ma non appena mi domandano di definirla o spiegarla, ecco che non so più proferire parola; e la mente si perde in mille viottoli senza uscita. Tutti giureremmo di sapere esattamente che cosa è e che cosa non è naturale
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| Stress da Ikea |
I love Sicilia, novembre 2011 |
Palermo (ccà), Catania (ddocu), Svezia (ddà). Da qualsiasi lato si rigiri, la triangolazione funziona, e in questo caso, l’avete capito, riguarda Ikea.
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| Elogio del dubbio |
doppiozero.com 12 ottobre 2011 |
Mi sono sempre chiesto la ragione per cui i filosofi cosiddetti realisti, di ieri ma soprattutto di oggi, per dimostrare l’evidenza delle loro adorate concretezza e oggettività facciano ricorso a esempi sfigati: il vaso che cade sulla testa, l’ostacolo in cui si inciampa, ...
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| La mala educacion (in vacanza) |
I love Sicilia - ottobre 2011 |
Appunti per una possibile raccolta dei nuovi stereotipi sui meridionali. Una sera d’estate, in un ristorante siciliano preteso chic, c’è un tavolo col solito uomo politico circondato dagli immancabili galoppini e da uno stuolo di giovani signore che amano farsi notare.
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| Ma il tempo sociale è ormai scandito da telefonini e web |
la Repubblica - 23 settembre 2011 |
Internet killed the Tv Star? La rete ammazza la televisione? I social network contro Big Brother? No, non è una forma vintage del motivetto dei Buggless, ma un tormentone che circola tra opinionisti e esperti di media, rimbalzando sia in tv sia in rete. E, come tutti i tormentoni, ha una qualche dose di verità sebbene richieda un supplemento di riflessione.
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| Il brand pensiero |
doppiozero.com 12.9.2011 |
La proposta di un “nuovo realismo” in filosofia, avanzata da Maurizio Ferraris in molti dei suoi ultimi libri e, poi, in una serie di articoli giornalistici apparsi su “La Repubblica”, che annunciano un prossimo convegno sul tema, ha avuto, fra gli altri, un curioso effetto: quello di far tornare a parlare di “pensiero forte” e, per contrapposizione, di “pensiero debole”.
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| Pensiero debole |
doppiozero.com dossier "anni ottanta", 3.9.2011 |
A rileggere dopo quasi trent’anni Il pensiero debole si ha una strana sensazione di euforia, quell’euforia che, per nulla paradossalmente, si prova ogni qualvolta si colgono le ragioni della vaga nostalgia con cui per troppo tempo abbiamo convissuto.
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| Mondello e il pizzone |
I love Sicilia - agosto 2011 |
Il diavolo sta nei dettagli, si sa. Molto spesso è dall’osservazione di cose minime che si colgono problemi e situazioni di grande portata: culturale e psicologica. Così è nei romanzi e nelle pubblicità, nell’abbigliamento e nella cucina. Ma anche e soprattutto nel design, specie se, per così dire, spontaneo, pop, relativamente casuale.
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| Le mattanze di Favignana |
I love Sicilia - luglio 2011 |
Sono tornato a Favignana dopo molti anni, e l’ho trovata uguale. M’aspettavo cementificazioni selvagge, e invece il fascino dell’isola – fra l’esotico e il delabré – non è stato eliminato dalle pur presenti speculazioni immobiliari.
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| L'e-migrante |
I love Sicilia, giugno 2011 |
La diffusione a macchia d’olio dei blog e del cosiddetto web 2.0, dove ciascuno dovunque si trovi può intervenire su ciascuno dovunque si trovi, sta provocando, fra gli altri, un interessante fenomeno. Quello dell’emigrato che, non tornando, ritorna.
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| Le Veline del MinCulPop ora sono in Tv |
La Stampa Tuttolibri, 28 maggio 2011 |
La gente non mormora più: c’è chiasso. Il grande avversario dei regimi tirannici e totalitari – il passaparola – è venuto meno grazie alle attuali nuove forme di censura, che non mirano a negare la parola ma ad amplificarla: nel doppio senso di alzarne il volume e moltiplicarla all’infinito. Parlando troppo, e troppo forte, non si dice più nulla.
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| Marketing dell’indignazione: il ritorno |
doppio zero.com, 24 maggio 2011 |
Qualche anno fa, a proposito di alcune fortunate operazioni editoriali che mescolavano il giornalismo d’inchiesta con una certa facile retorica giustizialista, avevo proposto di riflettere sul senso e le forme del “marketing dell’indignazione”. In famiglia mi hanno insegnato che non è bene parlare di sé in pubblico, e certi studi strutturalisti di gioventù hanno radicato in me questa convinzione. Se dunque adesso lo faccio, dicendo di quella proposta, è perché adesso l’indignazione è diventata straordinariamente di moda, e cammina benissimo sulle proprie gambe anche senza un marketing che la supporti.
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| Gran Teatro Mondello |
I love Sicilia - maggio 2011 |
Le frontiere non riguardano soltanto lo spazio ma anche il tempo.
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| Se la città si scopre normale grazie agli immigrati |
dipalermo.it , 26 aprile 2011 |
In Favorita non si circola a causa del traffico, manco a dirlo disordinato, irrazionale, scomposto. Macchine in doppia fila lungo il Viale Diana, gente che stipa di tutto nei bagagliai di dette auto: tavolini pieghevoli e sedie sdraio, ghiacciaie, supersantos, buste della spesa ricolme di resti del picnic, radioline stereo, seggioloni, biciclette. Tutto tranne i residui del baccanale, ovvero i numerosi sacchetti d’immondizia lasciati per ogni dove nel prato.
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| Naufragare negli oggetti |
La Stampa Tuttolibri, 23 aprile 1011 |
Una strana malattia minaccia le nostre vite: è la funzionalite, sindrome psico-sociale che porta a pretendere dagli oggetti tecnologici che ci circondano sempre maggiori capacità, originali forme di attività, ulteriori funzioni. C’è un telefono cellulare? Perché non introdurvi rubrica, calcolatrice, sveglia, fotocamera, agenda, videocamera, lettore di file musicali, navigatore satellitare e tutto ciò che, per puro principio, potrebbe starvi dentro?
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| Neo-televisione |
Dossier "anniottanta", doppiozero. com, 5 aprile 2011 |
Chi ricorda la giraffa? La giraffa era una specie di trespolo che, per raccogliere le voci negli studi televisivi, faceva pendere dall’alto un microfono. Il microfono doveva essere rigorosamente nascosto, e con esso tutta l’apparecchiatura tecnica, in modo da far sembrare conduttori, ospiti e cantanti non in tv ma a teatro, non di fronte a telecamere ma a un pubblico reale.
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| Il paesaggio al tempo di Cetto |
I love Sicilia - aprile 2011 |
Passato (credo e spero) il picco della sbornia postribolesca, per cui ogni pensiero e parola finiva per essere interpretata secondo il codice Ruby, ripensiamo a “Qualunquemente”, ottimo film col geniale Antonio Albanese. Tanto, a caldo, ne è già stato detto: che la realtà supera l’immaginazione, che la satira non colpisce in un mondo che fa tragicamente ridere di per sé, che sapevamo già tutto. Il personaggio dell’uomo politico ignorante e maleducato, pacchiano e disonesto, corrotto e fortemente intenzionato a governare per il proprio tornaconto personale è talmente realistico da far rattristare.
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| La via digitale porta alla Casa Bianca |
La Stampa - Tuttolibri, 19 marzo 2011 |
Riconosciamolo: i nuovi media sono vecchissimi.
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| La mitologia del ponte |
I love Sicilia - marzo 2011 |
Il ponte, artefatto umano che unisce spazi divisi per natura, ha sempre avuto un che di sacro. In guerra, i ponti si erigono e difendono, si conquistano e s’abbattono. In pace, li si usa per viaggi e commerci. Nella Roma antica il pontefice è qualcuno che costruisce e custodisce ponti, personaggio talmente importante da assumere il ruolo di capo religioso.
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| Tweet per la rivoluzione |
doppiozero.com, 26 febbraio 2011 |
Di ciò che sta accadendo nei paesi del Maghreb continua a sfuggirci il senso profondo: il significato degli eventi, ma soprattutto la loro direzione. Si va avanti o indietro? Chiusure filo-islamiche regressive o aperture all’occidente democratico? Destra o sinistra? Leader storici che cadono, venti di ribellione, ma a che pro? Non si capisce. Da cui innumerevoli opinioni e interviste, interventi e interpretazioni, dibattiti, appelli d’ogni tipo.
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| Se nella pubblicità trionfa l’inciviltà del cattivo gusto |
dipalermo.it - 14 febbraio 2011 |
Il grado di civiltà di un paese o di un popolo si misura anche nella pubblicità che produce: basta guardarsi intorno fra i cartelloni delle strade cittadine, sfogliare una rivista pubblicata in loco, guardare un po’ di tv regionali, ed ecco emergere uno spaccato di quel che la gente del luogo pensa e desidera, dei beni che considera importanti ma soprattutto dei valori che vi attribuisce.
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| I Brand e l'italiano |
doppiozero.com, 13 febbraio 2011 |
Le lamentazioni circa la mala sorte della lingua italiana all’estero sono note. Tutte corrette: l’idioma che fu di Dante e Petrarca, Ariosto e Leopardi non se lo fila più nessuno. E la responsabilità è tanto per cambiare della politica, che fa molto poco per diffonderne l’interesse oltre i confini nazionali, tagliando fondi su fondi alle istituzioni che dovrebbero occuparsene come la Società Dante Alighieri e gli Istituti italiani di cultura.
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| Lancia in resta contro ogni cuorcontento |
La Stampa Tuttolibri, 5 febbraio 2011 |
Cuorcontento, dice il dizionario, è chi si accontenta del poco che può avere, e perciò non s’affanna a cercar altro. Da cui la serie di proverbi che lo riguardano: Cuorcontento gran talento, Cuorcontento il ciel l’aiuta, Cuorcontento non sente stento… Personaggio strano, costui: ambivalente, ambiguo, per certi versi pericoloso. Da una parte è indice di saggezza, di chi ha capito che non c’è nulla a cui aspirare oltre la contingenza quotidiana. Dall’altra è supremo simbolo di stupidità, di rinuncia aprioristica alla conoscenza, di un’esistenza gioiosa perché cieca.
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| Poliziotti di pietra |
doppiozero.com, 2 febbrario 2011 |
Parlare di spazi urbani e loro ricadute sociali vuol dire riflettere su significati delle città, delle tecnologie e degli arredi che le costituiscono. Spesso inconsapevoli a chi li ha progettati e a chi li usa; fino a quando non glielo li si fa notare. Bentham ipotizzava una galera illuminista: Foucault ha mostrato quanto fosse odiosa la forma-panottico che le sottostava.
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| Spinoza coi saldi |
I love Sicilia, febbraio 2011 |
I saldi: ottimo tema di riflessione filosofica. Al di là delle questioni economiche (c’è la crisi e la gente si rifà il guardaroba solo con gli sconti), di marketing (e allora anticipiamo i ribassi) o di costume (e però tutti vanno a caccia di griffe), emergono annose problematiche metafisiche o, come s’usa dire oggi, ontologiche.
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| Sociologia del centro commerciale |
I love Sicilia - gennaio 2011 |
In tempi di festività natalizie, ecco un progetto di ricerca per un antropologo dello shopping. Negli Usa da decenni studiano i malls, ossia i giganteschi centri commerciali che si stagliano imperiosi alle uscite strategiche nelle highways ...
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