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articoli |
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| Il landscape dei serbatoi |
I love Sicilia - marzo 2010 |
Ho avuto l’occasione di assistere alla proiezione del bel documentario “Landscape in progress”, dedicato al paesaggio sub-urbano nei dintorni di Messina e Reggio Calabria. Desolazione, degrado, incuria: la tragedia di Gianpilieri vi è annunciata.
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| Ossessione cervello |
La Stampa Tuttolubri, 5.2.2010 |
“Il cervello – dichiarava Woody Allen – è il mio secondo organo preferito”. Inutile dire quale fosse per lui il primo. Importante invece per noi l’idea di una gerarchia fra parti del corpo, fantasiosa o fondata che sia, responsabile dell’identità profonda di individui e gruppi, epoche e culture. Per quanto non ci si pensi, una classifica degli organi corporei permea l’esistenza di tutti.
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| L'era post-punteruolo |
I love Sicila - febbraio 2010 |
A Caltanissetta, diceva Brancati, si parla solo di metafisica e di donne; mentre a Catania, abolendo la metafisica, restano solo le donne. Già Sciascia rilevava un decadimento in queste pratiche di conversazione fra galli – nel senso dei dongiovanni meridionali. Al punto che a Bagheria, osservava Buttitta, oramai si parla solo di agrumi, e dei magnifici innesti che ogni piccolo proprietario terriero sperimenta, magnificandoli.
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| Branderizziamo |
I love Sicilia - gennaio 2010 |
Da quando ho scritto un libro sul discorso di marca, in tanti mi chiedono di brandizzare l’impossibile. O di ripensare il mondo sub specie d’un marchio possibilmente globale. Così, la dispersione tuttologica aumenta. E lo psicanalista ingrassa.
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| Creativi e sfaticati: Pinocchio siamo noi |
La Stampa Tuttolibri, 12 / 12 / 2009 |
“Mangiare, bere, dormire e fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo”. E’ questa la filosofia di Pinocchio, il burattino più famoso e più matto del mondo. Ma, forse, non del suo creatore: sia esso l’autore del libro che ne narra le gesta (Carlo Lorenzini, in arte Collodi) o la coppia di falegnami (Mastro Ciliegia e Mastro Geppetto) che all’interno di quel libro ne forgiano le fattezze.
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| Montalbano cambia veste in una Palermo irredimibile |
I love Sicilia, dicembre 2009 |
A Palermo, Montalbano non è cosa. Il commissario più famoso dei media nel capoluogo siciliano non saprebbe come comportarsi, né avrebbe credito. Troppi intrallazzi, zone oscure, malversazioni, malaffari. Così, volendo ambientare a Palermo l’ennesima storia di intricatissime commistioni fra politica e mafia, traffici finanziari e sesso a tinghitè, occorre trasformare il personaggio, renderlo plausibile alle mutate situazioni.
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| Ti basta un Sms e rovesci il leader |
La Stampa Tuttolibri - 7.11.2009 |
La mattina del 13 marzo 2004 un giovane madrileno manda un SMS al cellulare di dieci amici, proponendo loro di vedersi nel pomeriggio presso la sede del Partido Popular, improvvisare una manifestazione contro il suo leader, e poi magari andare al cinema. Con una semplice raccomandazione: “pasalo!”, cioè “invia questo messaggio ad altri, fallo circolare!”.
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| L'urbanistica ai tempi dell'amore |
I love Sicilia, novembre 2009 |
Il paesaggio urbano, da noi, sta cambiando. Le case crescono, lo so, ma non è di questo che voglio parlare. Penso semmai alle scritte sui muri, di qualsiasi natura, forma e dimensione: muretti a secco e piloni d’autostrada, pontili e facciate di palazzi, moletti per diportisti e perfino bordi di marciapiede. Un muro bianco, diceva Roland Barthes, è una perfetta, inevitabile superficie d’iscrizione, e c’è sempre qualcuno che prima o poi l’imbratterà per manifestare le proprie opinioni o per manifestare la propria capacità creativa.
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| L'uomo che vuole ordinare il mondo |
La Stampa - Tuttolibri, 24.10.2009 |
Anni fa frequentavo una curiosa biblioteca di filosofia. Era diretta da un simpatico personaggio che passava il tempo a cambiare di posto i libri dagli scaffali, chiedendo ai visitatori continui consigli su quello che avrebbe dovuto essere l’Ordine Perfetto per quell’accozzaglia di testi. Dove mettiamo il testo di Adorno sul giovane Hegel, con la Scuola di Francoforte o nella letteratura secondaria sull’idealismo?
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| Il Sud e l'autoironia dimenticata |
I love Sicilia -- ottobre 2009 |
Tra le possibili lamentazioni circa l’epoca volgare e ignorante che stiamo vivendo potremmo annoverare la perdita dell’ironia. Che, nella nostra terra, si manifesta come commiato dall’autoironia, e cioè da quel sentimento di distacco dal mondo e di compassione verso gli altri che dovrebbe caratterizzare, a pensarci bene, ognuno di noi.
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| Emozioni in punta di forchetta |
La Stampa Tuttoilibri, 12 settembre 2009 |
Gli oggetti, checché se ne dica, non hanno nulla di oggettivo. Non stanno lì, silenti e imbolsiti, dure realtà materiali e fisiche che esistono e consistono a prescindere dagli individui. Molto diversamente, le cose vivono con noi e per noi, svolgono azioni, suscitano e provano emozioni, raccontano storie – spesso perfino autobiografiche. Gli oggetti insomma sono attori sociali, che costruiscono e trasformano la società al pari dei soggetti umani, dei gruppi, delle classi.
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| Impossibile, eppure le torri sono crollate |
La Stampa Ttl, 15.08.2009 |
Niente di più attuale dei miracoli. Anche se non ci facciamo caso, stiamo tutti sempre a ripetere: “impossibile, eppure è reale!” Altro che razionalismo critico, altro che illuministico rigetto delle superstizioni, altro che tecnologica gestione degli eventi, altro che logica osservazione dei concetti.
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| L'ultima spiaggia |
I Love Sicilia, agosto 2009 |
Occupandoci del senso dei luoghi, dei loro usi e linguaggi, non possiamo non parlare delle nostre spiagge. L’estate impazza, e con essa tutta l’antropologia del popolo siciliano, il quale notoriamente abbandona pub, piazze e altri luoghi di socializzazione cittadini per stabilirsi ostinatamente lungo il bagnasciuga, dando luogo a comportamenti e situazioni tipicamente marinari.
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| Il meticciato dello spinello |
I Love Sicilia - luglio 2009 |
Una breve di cronaca ci colpisce. A casa di un boss della mafia che coltivava rigogliose piantone di canapa indiana per produrre hashish e marijuana da spacciare ai consumatori dai palati più fini, i carabinieri hanno trovato anche una copia della “bibbia della cannabis”.
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| Con Obama vanno al governo le emozioni |
La Stampa Tuttolibri, 27/6/2009 |
Di Barack Obama e del suo miracoloso successo si è già detto di tutto e di più. E tanto altro si continuerà a dire. Si è detto del suo stile supercool, fatto di gesti eleganti e un immancabile sorriso ben coniugati con straordinarie fermezza e voglia di fare (“yes, we can”). Si è discusso della sua capacità di affrontare – e superare – ostacoli a prima vista insormontabili, trasformando in punti di forza ciò che in partenza era dura barriera (si pensi al caso Palin, oppositrice che è diventata un asset fortissimo).
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| L'uva confiscata fa il vino buono? |
I love Sicilia, giugno 2009 |
L’altro giorno ero a cena a casa di un collega bolognese, un salotto molto chic e molto trendy di professori universitari benpensanti, aperti d’idee, simpatici, curiosi. A un certo punto è arrivato un invitato, del luogo e docente anche lui, con la classica bottiglia di vino da mettere immediatamente in fresco per sorseggiarlo tutti insieme. Era un vino siciliano, bianco, credo un ennesimo Chardonnay, e tutti erano molto contenti della cosa. “È fatto con uve coltivate in terreni confiscati alla mafia”, ...
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| Maestro di segni: Paolo Fabbri |
La Stampa Tuttolibri 30.5.2009 |
Paolo Fabbri, studioso di semiotica, linguistica e filosofia del linguaggio noto in tutto il mondo per la sua straordinaria cultura e intelligenza, la sua smania di far interagire mondi e problemi a prima vista diversi, per la sua capacità di rigirare le questioni teoriche per vedere le cose da un altro punto di vista, inusuale e produttivo. Fabbri, che ha compiuto 70 anni a metà aprile ...
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| Il nostro identikit sta nella tavola |
Cronache di gusto, suppl. al n. 115 del 28/5/2009 |
È arcinoto che il livello di civiltà di un paese si riconosce anche dai suoi ristoratori. L’uomo è ciò che mangia, lo sappiamo, e soprattutto quando va a cena fuori. Si pone così, ovviamente, un problema di qualità del cibo che ingurgitiamo più o meno golosamente meditabondi, nonché dei prodotti da cui esso almeno in linea di principio deriva
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| Il luogo dei baroni |
I love Sicilia, maggio 2009 |
La tentazione immediata, alla quale molti non resisteranno, è quella di non parlarne, di tacere mettendo il muso sotto la sabbia. Ma gli struzzi, quando fanno così, mostrano il sedere. Meglio allora non imitarli. E prendere di petto la questione, delicata e massiccia al tempo stesso. Delicata perché in qualche modo tratta di colleghi e amici, che dispiace veder maltrattati. Massiccia perché investe un problema tutto italiano, e meridionale in particolare, che è quello della cosiddetta fuga dei cervelli e, correlato, delle pessime condizioni baronali in cui versa l’università italiana.
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| Oltre le case crollano le identità |
La Stampa Tuttolibri, 18.4.2009 |
Che cos’è un disastro? Diremo che si tratta di un evento fisico, naturale o tecnologico, che ha gravi conseguenze sull’ambiente e sulla popolazione. Un terremoto, un’eruzione vulcanica, lo scoppio di una centrale elettrica, un ponte che crolla. Sì, certo: ma che cosa significa, in effetti, “conseguenze”, e chi decide quando e quanto esse sono “gravi”?
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| I semiologi lo fanno meglio? |
E/C rivista dell'AISS [www.ec-aiss.it] |
Presi da mille impegni accademici o esistenziali, i semiologi si lasciano sfuggire occasioni su occasioni per mettere in pratica le loro capacità d’analisi e di riflessione. Materiali su cui lavorare ce ne sono tanti: basterebbe fare attenzione alla vita quotidiana, ai mutamenti sociali, ai media, alla politica, alle trasformazioni urbane, al design, alle pratiche artistiche…. Basterebbe riprendere il gesto al tempo stesso critico e puntiglioso del primo Barthes. Basterebbe volgere lo sguardo oltre gli steccati dell’università e dei raggruppamenti disciplinari. Basterebbe pensare.
Per fortuna c’è chi pensa per noi. Nel doppio senso dell’espressione: pensa al posto nostro; pensa al nostro bene. E di costoro mi piacerebbe si discutesse in questa rubrica-blog che “e/c” inaugura qui e ora.
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| La moda è quel che passa di moda |
Cronache di gusto, supplemento al n. 107 del 2.4.2009 |
La moda è ciò che passa di moda. Detta da un matto geniale come Salvador Dalì questa affermazione può apparire una boutade. Ma è la profonda verità di uno dei fenomeni che più influenzano l’universo della comunicazione e, perciò, la nostra vita. Non ci si riflette abbastanza quando si è sulla cresta dell’onda. Se ne patiscono le conseguenze quando i riflettori si son spostati e nessuno si ricorda più.
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| La metafora del dosso |
I love Sicilia, aprile 2009 |
C’è una buona notizia. Il tempo e l’usura hanno fatto scomparire dalla Favorita i dossi artificiali. Erano stati istallati anni fa, sperando che la gente rallentasse lungo viale Diana e viale Ercole, dunque per ragioni di sicurezza stradale, dove c’è da sempre un divieto di velocità che nessuno rispetta. Ma l’esito è stato opposto.
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| C'era lo chef, è arrivato il food designer |
La Stampa Tuttolibri, 28.3.2009 |
Il design è dappertutto, si occupa di tutto e di più: nella moda e nel cibo, nei musei e nei negozi, nel cinema e nella televisione, nei computer e nella cosmetica, nelle confezioni delle merci e nella segnaletica, nella comunicazione e nell’editoria, nelle tecnologie e nelle interfacce, nella città e il territorio, nei videogiochi, negli affari, nella musica, nel web, ma anche nella medicina e nel corpo, nella fisicità e – perché no? – nel sesso.
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| Il corpo offeso |
Diario, XIV, 4 |
La vicenda di Eluana Englaro ha fatto sprecare tante parole che non troviamo alcun aggettivo utile a definirla. Finalmente, potremmo dire. Tuttavia, anche il silenzio è terrorista, perché di fatto mescola la rancorosa pietà per il corpo offeso con l’accettazione passiva di un esistente che mal nasconde troppe responsabilità eluse.
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| Il Grande Fratello è figlio di McLuhan |
La Stampa Tuttolibri - 7.2.2009 |
In principio, come sempre, era Walt Disney. E con lui il suo universo immaginario di fumetti e film, pupazzi e parchi di divertimento, gadget e giornaletti, programmi cult e intere reti televisive: il tutto entro precise strategie di marca.
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| Slow fast |
Anteprima IV, II |
Il futurismo ha cent’anni, lo sappiamo. Ma non tratta di un anniversario qualsiasi, della celebrazione posticcia di un personaggio storico, un movimento artistico o un’idea politica, come tante se ne inventano per organizzare una mostra o un convegno, pubblicare un libro, attirare turisti o chiedere fondi a un assessorato.
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| Ma dove asciugarsi i capelli? |
La Stampa TtuttoLibri, 24.1.2009 |
Ristrutturando casa, o costruendola ex novo, a tutti sarà capitato, di fronte a muri grigi e pavimenti umidicci, di sentirsi chiedere: “dove metterà il televisore?”, “dove collocherà i comodini?”, “in quale angolo si asciugherà i capelli?”. Bisogna predisporre l’impianto elettrico sottotraccia, e ogni nostra mossa di futuri abitanti di quegli spazi ancora inespressivi deve essere prevista con largo anticipo.
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| Passioni della montagna |
Art & Dossier, gennaio 2009, n. 251 |
“Je n’aime pas les montagnes. Les montagnes ont l’aire de nous faire la morale”. Strana dichiarazione, pure se pronunziata da Gaston Bachelard, filosofo del razionalismo applicato e della revêrie. Perché le montagne avrebbero l’aria di farci la morale al punto da rendersi insopportabili? Linguisti e semiologi offrono una spiegazione, basata su osservazioni che riguardano il nostro modo di parlare.
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| Troppi testimonial uccidono lo spot |
La Stampa, 3.1.2009 |
Se la pubblicità è la versione attuale dell’antica retorica, ha lo scopo di convincere e non d’informare. Per far ciò ogni mezzo è buono. E quando le idee mancano, per tener desta l’attenzione si ricorre allo stesso mezzuccio: il testimonial. Qualcuno che, famoso di per sé, dona (si fa per dire) la propria notorietà al prodotto, attestandone l’infinità bontà e convenienza. Una versione degradata dell’argomento d’autorità: ipse dixit dunque compro.
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| Come piacciono quelli che vendono fumo |
La Stampa TuttoLibri, 20.12.2008 |
George W. Bush faceva a ripetizione imbarazzanti errori d’inglese. Ma – riconoscia-molo – è stato un bravissimo narratore. Almeno in questo l’ha seguito Barack Obama, che s’è preparato alla campagna presidenziale scrivendo ben due autobiografie. Stes-sa cosa per Nicolas Sarkozy ...
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| Barche, gioielli, orologi: il sogno di essere ricchi |
La Stampa Tuttolibri, 3.12.2008 |
L’estate corsa, nel solito afoso periodo in cui scarseggiano le notizie, il sultano dell’Oman ha riempito le cronache di alcuni quotidiani locali. Vagava fra i porti del Meridione (Bari, Palermo, Cagliari...) con il suo yacht straordinario e uno stuolo infinito di funzionari al seguito, facendo sfoggio della sua straordinaria ricchezza e della sua commovente munificenza.
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| I migliori Montalbano della nostra vita |
La Stampa, 5.11.2008 |
Qual è il segreto di Montalbano? Qual è la formula vincente di una fiction di successo che non teme il passare del tempo, mantenendo da ben 10 anni una gran fetta di audience televisiva incollata allo schermo, sia in occasione delle nuove proposte (come i due film “Vampa d’agosto” e “Le ali della sfinge” andati in onda su RaiUno domenica e lunedì scorsi con uno share che ha superato il 40%) sia in quella delle numerosissime repliche proposte ogni volta che lo spettatore annoiato è lì lì per cambiare canale, se non per spegnere l’odiamato televisore?
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| Per il genio la vita è uno schizzo |
La Stampa Tuttolibri, 18.10.2008 |
“Disegnare. Imparare a vedere le cose. Vederle sviluppare, crescere, subire la metamorfosi, fiorire, sbocciare, morire eccetera... fino al riprodursi del seme”. Curiosa dichiarazione, di primo acchito, che trova tutto il suo senso se inserita nell’opportuno contesto o, meglio, se attribuita al suo autore. Sta, alla data 5 marzo 1960, nel “Quaderno degli schizzi” di uno dei più grandi architetti della storia, Charles Edouard Jeanneret, in arte (è il caso di dirlo) Le Corbusier.
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| Al supermarket cercando tramezzini da dinosauro |
La Stampa, 16.9.2008 |
Chi ha inventato il carrello del supermercato? Chi ha progettato i “panettoni” che adornando i marciapiedi di mezza Italia? Quando si è diffuso l’uso del numero civico nelle strade? A quando risale il primo paio di occhiali?
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| Le nostre paure nello specchio dello Scimmione |
La Stampa Tuttolibri, 30.8.2008 |
Chi è il vampiro moderno? Una creatura che succhia il sangue ai vampiri che l’hanno preceduto. Strana inversione, a pensarci: secondo le credenze popolari, sono le vitti-me, una volta vampirizzate, a seguire il cupo destino dei loro raccapriccianti carnefici e diventare a loro volta vampiri.
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| Qui ci hanno inquinato pure gli occhi |
"TuttoLibri", "La Stampa", 09/08/'08 |
In un noto racconto di Italo Calvino – riprodotto in numerose antologie scolastiche – il protagonista Marcovaldo lotta contro un’insegna luminosa. È la pubblicità intermittente di un Cognac che si chiama Spaak: dalla sua mansarda si vede solo la fine, GNAC, ma quando è accesa basta per oscurare del tutto (cioè illuminare troppo) la luna e il firmamento.
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| La parola 'purtroppo' come alibi palermitano |
La Repubblica PALERMO, 10 .7.2008 pag. 1 |
Da un po’ di tempo sto ristrutturando casa. Ho quotidiana frequentazione con muratori, idraulici, falegnami, impiantisti, elettricisti, marmisti, piastrellisti, artigiani vari, come anche ingegneri, titolari d’imprese edili, commercialisti, venditori di mattonelle, camini, rubinetti, parquet, interruttori e chissà quant’altro sto dimenticando. Un’esperienza estrema: inesattezze, incapacità, approssimazioni, disguidi e ritardi sono la norma. I “tempi tecnici” spesso invocati corrispondono il più delle volte al tempo perso invece che lavorare. Ma non importa: finirà.
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| Questi giocano a tutto camp |
La Stampa Tuttolibri, 7.6.2008 |
Un giovinetto svenevole, con capelli ossigenati, cappello e boa di struzzo, che finge di essere Marlene Dietrich. Ecco un’immagine che torna ogni volta che nelle pratiche artistiche e nella teoria estetica novecentesche si cerca di comprendere il cosiddetto Camp. L’immagine si trova in un romanzo di Christopher Isherwood per designare il Low Camp, quello degradato dei “circoli equivoci” della periferia londinese, non quello high di grandi artisti come Mozart, El Greco o Dostoevskij.
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| IL vento dello sdegno genera libri |
La Stampa, 22.4.2008 |
C’è un vento che soffia per il Paese, una specie di brezza sottile ma persistente, ostinata ma ondivaga, generale se pure con ritmi diversificati al suo interno. È il vento dell’indignazione, che monta da più parti e in più direzioni, ma che molto chiaramente segnala la generale insoddisfazione del cosiddetto uomo della strada – attore sociale sempre più importante nelle società contemporanee – verso le istituzioni pubbliche, la politica, l’amministrazione e i servizi, l’economia e la finanza, la sanità, la giustizia e quant’altro.
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| E tu di che target sei? |
La Stampa, 8.4.2008 |
Un tempo, in guerra, si mirava a un obiettivo: strategie militari. Adesso, nel commer-cio, si individua un consumatore-tipo: strategie di marketing. Due mondi separati, due epoche diverse? Assolutamente no, per il semplice motivo che entrambi i sistemi usano i medesimi metodi e ragionamenti. Ma soprattutto perché tutti e due fanno rife-rimento a uno stesso oggetto: il target.
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| Cappuccetto rosso cuore nero |
La Stampa, 30.3.2008 |
Tutte le fiabe sono vere, diceva Italo Calvino: a dispetto del loro carattere fantastico e dell’inverosimiglianza che le contraddistingue, ma anche della loro varietà e trasformabilità, del loro essere riscrivibili all’infinito. Le fiabe sono vere perché è la condizione storica e culturale, volta per volta differente, che le rende tali, che attribuisce loro un senso e un valore, una funzione sociale. Così, più la favola sfugge ai suoi interpreti e a suoi stessi narratori, che mai riescono a ingabbiarla in un’ipotetica “versione originaria” o “definitiva”, più essa palesa la sua potenza simbolica, la sua proverbiale ricchezza.
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| Gli 80 anni di Segre. Il piacere del testo |
La Stampa Tuttolibri, 29.3.2008 |
Tirar giù dallo scaffale i libri di Cesare Segre, atto voluto e dovuto in occasione dei suoi ottant’anni, è un’impresa non facile ma emozionante.
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| Mito e caos tra la luna e la bomba |
La Stampa Tuttolibri, 8.3.2008 |
Anni di piombo e di forte creatività, accigliata militanza e sfrenato desiderio, compromessi storici e cupo terrorismo, rinnovamenti civili e realismo magico, radio libere e riflusso nel personale, grandi vecchi e proletariato giovanile, eroina ed Erba-Voglio, cantautori e disco music, divorzio e aborto, drughi e Anti-Edipo, cineforum e teatro underground, rivoluzioni culturale, dei garofani e iraniana, operai e olimpiadi, austerità e orgoglio gay, guerriglia semiologica e glam rock...
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| Generazione autogrill, la via italiana all’utopia |
La Stampa, 17.2.2008 |
C’era una volta la pausa in autostrada: un pieno di benzina, un controllo alle gomme, un caffé, una sosta al bagno, e via di nuovo lungo l’asfalto scintillante e la teoria di fate morgane che separano dall’agognata mèta delle vacanze. Un intervallo per un po’ di ristoro in luoghi attrezzati per le esigenze primarie di quella creatura ibrida – metà uomo metà macchina – che è l’automobilista, progettati per soddisfare per i bisogni fisiologici del corpo e quelli meccanico-energetici dell’auto.
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| Tv, stereo, Pc: tutto in una scatola nera |
La Stampa Tuttolibri, 2.2.2008 |
Fra le piccole tragedie che quotidianamente ci affiggono c’è senz’altro quella dell’impossibilità di tenere in ordine il salotto: living, soggiorno, boudoir, tinello o comunque lo si voglia chiamare. L’immagine dell’apparecchio televisivo che prende il posto del vecchio focolare intorno a cui si riunisce ritualmente la famiglia (ne parlava un Baudrillard d’antan) non ha ormai alcun senso.
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| Nuccio Ordine, rileggere Bruno sino alle midolla |
Il Manifesto Alias, 26.1.2008 |
Strano destino, quello di Giordano Bruno. Paradossale in tutti i sensi. Non solo per quel che riguarda la sua fine mondana, che ne ha fatto un eroe del libero pensiero ben presto trasfigurato un’icona priva di reali contenuti problematici. Ma soprattutto per il destino che hanno avuto i suoi testi.
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| Barthes, ripensamenti amorosi |
La Stampa, 8.1.2008 |
Nonostante il – a forse a causa del – suo straordinario successo di pubblico (quale fidanzato ‘colto’ non lo ha regalato, speranzoso, alla ‘timida’ fidanzata?), Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes resta un libro non compreso sino in fondo. Sia per quel che riguarda l’oggetto ‘banale’ del libro, quel sentimento amoroso che sembra essere la più universale delle esperienze affettive. Sia per quel che concerne l’ambito di ricerca nel quale il testo è stato pensato, quelle scienze del linguaggio che sull’amore hanno ancora troppo poco indagato, a dispetto del suo palese trasudare segni, parole, immagini, interpretazioni, dichiarazioni, mutismi, deliri e quant’altro è dell’ordine dell’espressione e della comunicazione.
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| Eco, il labirinto è la vera bussola |
La Stampa, 3.1.2008 |
Il professor Kien, personaggio dotato di una prodigiosa memoria (in Autodafé di Elias Canetti), annotava su un taccuino tutto ciò che aveva deciso di dimenticare. Un gesto semplice nella sua paradossalità, tragico nella sua programmatica inversione d’ogni arte del ricordo, che ben si presta a rappresentare uno dei compiti più ostinati e più ardui che l’umanità s’è data nel corso della sua storia: classificare le cose del mondo, riorganizzare la conoscenza su di esse in opportune rubriche, a imitazione più o meno consapevole di quello che le lingue, nella loro complicatissima imperfezione, già fanno a loro uso e consumo. Parlare e pensare non sono la stessa cosa, ma la forma nascosta grazie alla quale compiamo le due operazioni è la medesima.
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| La felicità ha gli occhi tristi |
La Stampa Tuttolibri, 29.12.2007 |
L’ambiguità del periodo natalizio è nota. In questa zona dell’anno le date in rosso del calendario, persino più frequenti di quelle in nero, rischiano di mandare in rosso il conto corrente, a causa di un consumismo sfrenato che mal si giustifica con l’ostinata ricerca della felicità collettiva. L’euforia obbligatoria acceca gli animi e svuota i portafogli.
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| Le parole fra noi pesanti |
La Stampa, 19.12.2007 |
Era il 1966 quando, in piena temperie sperimentalista, Peter Handke metteva in scena il suo Insulti al pubblico, un testo breve e intenso dove la mira metateatrale (trattar male la platea) si accompagnava un più ampio bersaglio polemico (schernire la borghesia benpensante tedesca dell’epoca).
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| Ti spiego come parlano le immagini |
La Stampa Tuttolibri, 8.12.2007 |
Possiamo disegnare un ossimoro, vedere una metafora, dipingere una metonimia, fotografare un’iperbole o un paradosso? Sì, certamente. Anche se tradizionalmente le figure retoriche sono state considerate d’esclusivo dominio del linguaggio verbale, scritto o parlato a seconda dei casi, è abbastanza evidente che il loro dominio e la loro forza può essere una prerogativa anche delle immagini. Che cos’è la moltiplicazione delle Marilyn di Andy Warhol se non una tautologia?
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| Percepire, statuto (ambiguo) del corpo |
Il Manifesto Alias, 10.11.2007 |
In tempi di sclerotizzati dibattiti fra universalismo e relativismo, ai quali cui solo qualche sparuto politico e taluni preti di provincia prestano ancora sincera attenzione, uno sguardo sugli studi di antropologia della percezione non può che risultare felicemente salutare. Questa serie di studi riconosciuta e diffusa in numerosi centri di ricerca nel mondo ci dimostra, grazie a una gran quantità di dati etnologici, che tale dibattito non ha ragion d’essere: lo specifico della cultura umana è l’essere dinamica e cangiante, sapersi egregiamente adattare ad ambienti diversi e situazioni nuove, plasmando e riplasmando il corpo e gli organi di senso in funzione di questa esigenza d’adattamento.
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| Gesù, quante facce |
La Stampa Tuttolibri, 3.11.2007 |
Che cos’è la transustanziazione? E’ un dogma cristiano col quale, nell’atto liturgico della consacrazione, si stabilisce il cambiamento di sostanza del pane in corpo di Cristo. In quel momento della Messa, quando il sacerdote, recitata la formula di rito, mostra ai fedeli inginocchiati l’ostia consacrata, quell’ostia – ha stabilito il Concilio Laterano del 1215 – non ha più nulla a che vedere con la farina del pane ma è diventata a tutti gli effetti carne del corpo di Gesù. Mistero della fede, certo, e come tale indiscutibile, non comprensibile mediante ragione.
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| Il bello del brutto? Ci attrae e ci turba |
La Stampa Tuttolibri, 20.10.2007 |
Non è brutto ciò che è brutto ma è brutto ciò che piace. Quando proviamo a definire la bruttezza, a rappresentarla, raccontarla o descriverla, ne viene fuori una qualche attrazione verso di essa, un diniego che è un trasporto, un disgusto che ci prende. Senza per questo evocare segrete perversioni o pose provocatorie: il brutto, costitutivamente, non è mai il contrario del bello ma una sua parte.
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| Ogni secolo ha la sua bellezza |
La Stampa Tuttolibri, 13.10.2007 |
Va in onda in tv lo spot di un deodorante dove una ragazza mostra parti del corpo – sedere, ventre, labbra -- al suo ragazzo chiedendogli: “che cosa ti piace di più di me?”. E lui senza esitazione indica le ascelle. Dialogo che piacerebbe a Georges Vigarello, storico francese che si occupa del nesso fra forme dell’organizzazione sociale e immagini culturali della corporeità (ha scritto di igiene, sport, violenza sessuale), e che firma adesso una Storia della bellezza: testo dove, appunto, si mostrano le preferenze che le varie epoche storiche hanno avuto per le diverse parti del corpo umano.
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| Tutti a caccia di invarianti |
Il Manifesto Alias, 4.8.2007 |
Quando nel 1928 Vladimir Propp, oscuro docente di lingua tedesca nei licei di Leningrado, pubblica Morfologia della fiaba, ha da poco superato la trentina. Negli anni dell’uni¬versi¬tà, studiando filologia slava, gli era capitato di seguire un agitato seminario sull’opera di Puskin dove si erano formati molti di quei formalisti russi (Vengerov, Tynjanov, Oksman...) che dopo la Rivoluzione d’Ottobre stavano provando a resistere ai pesanti ostracismi del marxismo sovietico. Ma i suoi interessi e le sue aspirazioni erano, almeno in apparenza, meno impegnativi.
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| Semiotica aperta |
Il Manifesto Alias, 21.7.2007 |
“È molto difficile parlare del senso e dirne qualcosa di sensato”. Con questa affermazione a prima vista banale Algirdas J. Greimas, maestro della semiotica novecentesca, apriva nel ‘70 uno dei suoi libri più importanti (intitolato, appunto, Del senso), enunciando un programma di ricerca al tempo stesso ben circoscritto e terribilmente ambizioso. Già da un decennio l’algido ed entusiasmante strutturalismo (in filosofia, in psicanalisi, in etnologia, in critica letteraria...) aveva preso il posto – e non soltanto al Café de Flore – dell’esisten¬zialismo di Sartre e Camus, a sua volta erede salottiero dell’accademica svolta fenomenologica di Husserl e Merleau-Ponty.
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| L'ombelico va e viene |
La Stampa Tuttolibri, 7.7.2007 |
Negli anni Sessanta la moda mostrava le gambe delle donne, nei Settanta il seno, adesso la pancia. Sono i jeans a vita bassa che dilagano a più non posso, con conseguenze non sempre esteticamente rilevanti ma di sicuro impatto per un occhio – il nostro – ormai abituato a tutto e a di più. Problema: chi lo ha deciso? Un gruppo di stilisti sadici che per glorificare il ventre piatto di quattro modelle anoressiche fanno soffrire milioni di fanciulle troppo in carne e i relativi fidanzatini?
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| Second life. Il fu Pirandello rinasce nel web |
La Stampa Tuttolibri, 19.5.2007 |
Dopo il global warming, second life. Volendo stilare una classifica degli argomenti oggi più discussi sui media e nei salotti, per le strade e nelle aule scolastiche, al bar e nei consessi accademici, ecco che cosa sarebbe certamente in testa. Se per quel che riguarda il primo tema non è necessario chiedersene la ragione, per il secondo infastidisce e attrae un tale successo sociale e mediatico.
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| Parola d’ordine: “Lusso di massa” |
La Stampa Tuttolibri, 21.4.2007 |
Che cos’è il lusso? Ricchezza, esclusività, ricercatezza, ostentazione. Insomma, roba per pochi fortunati. Tutto qui? Proviamo a considerare due verosimili personaggi attuali.
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| Barthes, il mito sta nei dettagli |
La Stampa Tuttolibri, 7.4.2007 |
I sordidi incontri di catch nelle periferie parigine, la bistecca al sangue e le eterne patate fritte, la pubblicità dei detersivi iperschiumosi, gli antichi romani nei film di Mankiewicz, l’epopea ciclistica del tour de France, le rubriche astrologiche nelle riviste femminili, la Citröen DS, il viso algido di Greta Garbo nella Regina Cristina, lo strip tease al Moulin Rouge, Gide in vacanza sul fiume Congo che legge Bossuet, le fotografie di pietanze ornamentali sui giornali di cucina,...
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| Ma chi sei se non stai in vetrina? |
La Stampa Tuttolibri, 10.2.2007 |
Che cos’è una vetrina? Apparentemente è una lastra di vetro che separa il negozio dal marciapiedi. Ma a ben pensarci, si tratta di qualcosa di più complicato. Piuttosto che un oggetto del mondo, la vetrina è un dispositivo al tempo stesso ottico e promozionale, un congegno che trasforma il passante casuale in un sicuro compratore. Dietro quel vetro largo e splendente, ogni negoziante espone gli oggetti che più potrebbero attirare l’attenzione del cliente, portandolo a entrare nel negozio e ad acquistare qualcosa. Una vetrina parla, dice cose molto precise che, in fondo, sono suadenti promesse a chi, attraversandola con lo sguardo, punta su ciò che essa tuttavia gli impedisce di toccare.
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| Mi piace tanto il tuo nome |
La Stampa Tuttolibri, 20.1.2007 |
Può un nome proprio essere bello? Esiste un’estetica dell’onomastica, una poe-tica dei battesimi, un’agudeza dei modi in cui si viene chiamati? Razio¬nal¬mente no. Un nome proprio non ha significati concettuali ma funzioni pratiche: ser-ve a designare qualcuno, a fornirgli un’identità, a collocarlo in una tradizione familiare e in una cerchia sociale, in una cultura. Non certo ad abbellirlo. Il battesimo, a ben pensarci, è un atto mitico fondamentale, non una creazione artistica. Da Russell a Kripke, da Lévinas a Lotman lo si è ribadito fortemente.
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| Si dice impero, ma è un emporio |
La Stampa Tuttolibri, 30.12.2006 |
Ferisce più il grafo che il cannone. A fare e disfare gli imperi, da tempo, non sono le armi, puro supporto intimidatorio di conquiste commerciali e mediatiche più sottili ed efficaci. Sono semmai le indagini statistiche sui comportamenti della gente, soprattutto quando – e non è poco – essa si dedica all’ac¬quisto e all’uso di quella grande quantità di beni e servizi che (iper)pro¬duttori e (super)mercati quotidianamente ci offrono.
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| Distruggere dipinti e statue non è follia |
La Stampa Tuttolibri, 2.12.2006 |
Perché la gente distrugge le immagini? Come mai certe persone, certe culture, certe epoche se sono presa con dipinti e statue al punto da praticarne il sistematico annientamento? Strano atteggiamento, quello del distruttore d’im¬ma¬gini: fanatico più d’un vandalo, idolatra più degli idolatri che odia e persegue. Se la prende con i simulacri delle cose piuttosto che con le cose. Fa a pezzettini la rappresentazione lasciando intonsa la realtà. Delirio collettivo? Incomprensibile follia? Tutt’altro.
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| Il sexy marketing ci fa le coccole |
La Stampa Tuttolibri 18.1..2006 |
Vado al ristorante per mangiare una bistecca. Mi accoglie una signora in tailleur nero e atteggiamento equivoco (“sono Claudia, come posso aiutarla?”) che riesco a schivare con un sorriso ebete, per raggiungere a fatica il primo ta-volo libero. Non appena seduto, ecco una sfilza di cose strane (candele accese, incenso che brucia) e domande a più non posso (“naturale o gasata?”, “le dà fastidio la musica?”, “faccio abbassare le luci?”).
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| Oggi ancor più dei governi contano Nike e McDonald’s |
La Stampa Tuttolibri, 2.9.2006 |
Che cos’è una tribù? Nulla di odiosamente razzista o surrettiziamente colo-nialista, per carità. Una tribù è oggi una nozione sociologica che cerca di spiegare come mai, nelle società contemporanee, la tradizionale dialettica fra individuo e collettività ha ceduto il posto a più complesse dinamiche che tendono a raggruppare – e a dividere – le persone secondo i loro gusti e le loro preferenze, il loro modo di vestirsi o di pettinarsi, di ascoltare la musica o di guidare la motocicletta: insomma, sulla base dei loro consumi.
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| Bella, sana e in forma: ma sempre debole |
La Stampa TuttoLibri, 15.7.2006 |
Un uomo pubblico è una persona importante. Una donna pubblica molto meno. Un cortigiano è un uomo di corte, una cortigiana ha tutt’altro signi-ficato. Ma si pensi anche a un massaggiatore e una massaggiatrice; a un professionista e una professionista; a un uomo facile e una donna facile; a un tenutario e una tenutaria; a un uomo senza morale e una donna senza morale; a un intrattenitore e un’intrattenitrice. E potremmo continuare a lungo.
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| Sulle autoblinde di Victor Sklovskij |
"La Stampa" - tuttoLibri 3.6.2006 |
C’è un racconto di Tolstoj dove a parlare è un cavallo: “comprendo il linguaggio degli uomini – dice –, ma non afferro il significato della parola mio”. E spiega: “quelli che mi danno da mangiare, mi curano e si preoccupano di me non usano mai questa espressione. Ad adoperarla è invece un tizio che arriva ogni tanto, allontana questi benefattori e mi cavalca soddisfatto per quindici minuti”. È il modo il cui il grande scrittore russo spiega l’arbitrarietà di una istituzione sociale come la proprietà privata: ne fa osservare gli esiti da un animale, il quale, dal suo punto di vista, non può che coglierne le intime contraddizioni.
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| Dimmi come ti pettini e ti dirò chi sei |
La Stampa Tuttolibri, 8.4.2006 |
Provate a digitare “capelli” in un qualsiasi motore di ricerca su internet: troverete moltiplicata sino all’inverosimile l’odierna ossessione per la cal-vizie. A dispetto di uno o due siti che offrono eruditi cenni di tricologia (cioè di anatomia, fisiologia e patologia del capello) o di uno sparuto nume-ro di indirizzi elettronici di parrucchieri e acconciatori vari, sembra che nel-la rete la questione scottante sia quella dell’angoscia per la caduta dei ca-pelli. E dunque di tutti i possibili, salvifici espedienti per evitarla, bloccarla, rallentarla, quando non addirittura per invertirne la rotta: il famigerato, tri-stemente politico trapianto.
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| Il nostro chador? La chirurgia plastica |
La Stampa Tuttolibri, 25.3.2006 |
La moda, diceva Salvador Dalì, è ciò che passa di moda. Irrisione sdegnata di un artista ostinatamente geniale o profonda intuizione sociologica? Entrambe, probabilmente, dato che questo fenomeno tanto frivolo quanto necessario dell’attuale cultura sociale permea di sé gran parte delle dimensioni della nostra esistenza: da quella dell’abito e del costume, da cui certamente è nata, a quella dell’arredamento e dell’architettura, della cucina, delle automobili, del design, della musica, del turismo..
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| Eco: se il popolo è diventato cliente |
La Stampa Tuttolibri, 4.3.2006 |
Un tormentone mediatico vuole che gli intellettuali stiano ormai chiusi nelle loro torri d’avorio, disinteressandosi alla realtà dura e pura a tutto vantaggio dei loro perpetui sogni metafisici. A fronte degli innumerevoli guai del mondo attuale e delle sue violente trasformazioni politiche e sociali, sembra che l’uomo di lettere – smessi i panni dell’impegno sartiano – non solo non voglia trasformare il mondo ma non si preoccupi nemmeno di interpretarlo. È una diceria che circola nei media,
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| Occhio alle virgolette |
La Stampa Tuttolibri, 25.2.2006 |
“La mafia fa schifo. Difendiamo le nostre libertà”. Ecco un paio di frasi recentemente esposte da grossi cartelloni pubblicitari in giro per la Sicilia, cui seguiva a mo’ di firma il logo istituzionale della Regione. A far sua quest’affermazione perentoria era il governo dell’Isola, il cui Presidente, accusato di collusione con i boss, prendeva pubblicamente e platealmente le distanze da Cosa Nostra.
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| Perché la Cina non separa bene e male, vero e falso |
La Stampa Tuttolibri, 28.1.2006 |
Tra gli attuali tormentoni mediatici, è particolarmente insistente in questi ultimi mesi quello dell’allarme cinese. La Cina è vicina, si ripeteva un tempo con un vecchio film, e questa vicinanza oggi appare – ci dicono osservatori esperti – particolarmente grave per la nostra economia e per la nostra politica. Forse addirittura per la nostra libertà.
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| Pane, design e filosofia |
La Stampa Tuttolibri, 3.12.2005 |
I tostapane stanno conoscendo un periodo di straordinaria fortuna. Almeno fra studiosi e saggisti. Un paio d’anni fa lo psicologo cognitivo Donald Norman, grande esperto di ergonomia, nel suo Emotional design (Apogeo) aveva parlato dell’orgoglio provato da alcuni toaster per la cura quasi ma-terna con cui abbrustoliscono le fette di pane, coccolando così i loro esigen-ti padroni. E adesso l’ultimo lavoro del noto sociologo americano Harvey Molotch ...
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| (s)cortesi e pettegoli |
La Stampa Tuttolibri, 19.11.2005 |
Viviamo in un’epoca di massima arroganza e volgarità. Dai mondo dei mass media a quello dell’economia, dalla pubblicità alla politica, dallo sport a quasi ogni contesto della vita quotidiana (la scuola, il lavoro, il su-permercato) è tutto un fiorire di insulti e maldicenze, di rancori e di odi, di gestacci e versacci.
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| Fatti, feticci e atticci: la verità è un ibrido di sapere e fede |
La Stampa Tuttolibri, 29.10.2005 |
A metà Settecento sulle coste della Nigrizia, da qualche parte della Guinea, un gruppo di portoghesi, armati di tutto punto e completamente ricoperti di amu-leti della Vergine Maria, incontra un gruppo di indigeni che idolatra un ogget-to dalle forme strane e arzigogolate. Interrogati dai conquistatori sul senso del loro rituale, gli indigeni spiegano che quel piccolo oggetto in legno è la loro divinità, e che essi stessi l’hanno appositamente costruita per poterla adorare.
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| La lingua ha più forma che sostanza |
La Stampa Tuttolibri, 22.10.2005 |
La fortuna di Ferdinand de Saussure ha varcato il millennio. A suo modo. Non certo per la forza del suo pensiero ostinatamente strutturalista, a dir poco inattuale in un’epoca di rinnovati, duri sostanzialismi qual è quella attuale. Ma quanto meno per la natura e la curiosa storia degli scritti che, in un modo o nell’altro, portano il suo nome.
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| Com'è ideologica la crisi delle ideologie |
La Stampa Tuttolibri, 3.9.2005 |
“Il corpo stupido” è il titolo di un’esilarante canzone di Giorgio Gaber dei primi anni Settanta. È il racconto del primo appuntamento fra una signora impegnata in politica, che sciorina seriose lezioni sulle zone erogene femminili, e un signore che fa cilecca perché non capisce come si possa praticare un sesso talmente intellettualizzato. Da cui il blocco (“nel senso del rapporto genitale”), e il ritornello che ne consegue: “com’è corretta l’ideologia, com’è ignorante la simpatia”.
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| Così, fra lo zipping e lo zapping cambia il nostro modo di comunicare |
La Stampa TuttoLibri, 6.8.2005 |
Cos’è lo zipping? Innanzitutto non confondiamolo con lo zapping, pratica di fruizione televisiva individuale, alternativa alle programmazioni ufficiali e, per questo, fonte di facili entusiasmi liberatori. Lo zipping è invece quella fondamentale operazione tecnica che permette la compressione dei file del computer grazie all’ausilio di appositi software che ne riducono il volume.
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| Ma la metafora è un caso politico |
Il Manifesto Alias, 23.7.2005 |
La moda del parlar male della semiotica sembra essere passata. Dopo l’epoca d’oro dello strutturalismo, in cui la scienza dei segni si proponeva un po’ enfaticamente come la migliore chiave metodologica di una lunga serie di discipline (antropologia, sociologia, psicanalisi, critica letteraria, teoria del cinema, critica dei media...), in troppi s’erano lanciati in virulente accuse di imperialismo nei suoi riguardi, decretandone in contumacia la scomparsa.
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| Ormai solo gli spot sono il bello della tv |
La Stampa TuttoLibri il 21.5.2005 |
Che l’espressione “consigli per gli acquisti” fosse un eufemismo inutile lo sapevamo da tempo. Appare ancora più incongrua oggi, dato che l’incur¬sio¬ne degli spot pubblicitari nelle trasmissioni televisive non preoccupa più nessuno. Ed è abbastanza diffusa l’impressione che la fattura artistica e il valore comunicativo di molti spot siano immensamente superiori di quelli che caratterizzano tanti altri programmi della nostra televisione.
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| Che avanspettacolo, i nostri giornali |
La Stampa Tuttolibri, 12.3.2005 |
Buone notizie: in Italia si torna ad analizzare l’informazione, a sviscerarne significati e motivi, a valutarne gli sfondi culturali (spesso sconsolanti) e gli esiti politici (talvolta regressivi). Nonostante l’attuale gran parlare in-torno al giornalismo, talvolta mitologico e autoglorificante, ben pochi sono stati negli ultimi tempi gli studi seri e approfonditi che hanno provato a e-saminare il modo in cui il discorso giornalistico viene costruito al suo in-terno, e così facendo produce precisi effetti sociali e ideologici.
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| Veline!!! Ogni regime ha le sue |
La Stampa Tuttolibri 12.2.2005 |
Le veline ormai sono un tipo sociale: da un lato e dall’altro dello schermo televisivo. Ragazzine qualsiasi che vogliono essere sexy. E c’è chi, come i calciatori, le considera tali. Ne viene fuori una mitologia voyeuristica e ca-sereccia che si autoalimenta, generando patetiche copie o arcigne parodie. Chi studia i mass media lo sa, e se ne compiace.
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| Il design ha un tecno-cuore |
La Stampa Tuttolibri 29.1.2005 |
Possiamo immaginare un computer ansioso, un tostapane orgoglioso, una lavastoviglie affettuosa? Certamente sì. Collocheremmo tuttavia questi oggetti nell’universo affascinante e fittizio della fantascienza. Lì, i robot dotati d’emozione esistono da tempo: basti pensare al celebre HAL, il megacomputer presente nell’astronave di 2001 Odissea nello spazio di Kubrick o, più recentemente, a David, il robot bambino che in Intelligenza artificiale di Spielberg prova amore incondizionato per i genitori umani.
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| Chi si nasconde dietro il detersivo? |
La Stampa Tuttolibri, 20.11.2004 |
Un po’ a tutti sarà capitato di sbirciare nel carrello del vicino durante la coda alla cassa di un supermercato. Ed ecco immediatamente risvegliarsi l’antropologo che è in noi: che tipo sarà uno che compra questa enorme quantità di detersivi per il pavimento? e con tutte quelle bevande con le bollicine, quanti bambini avrà? quali possono essere le abitudini alimentari di una persona che prende i calamari surgelati? Poi arriva il nostro turno e l’annoiata curiosità viene meno.
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| Il romanzo deve far vedere, il film far pensare |
La Stmpa Tuttolibri, 9.10.2004 |
Qual è la gamba mancante del capitano Achab? Melville non lo dice, lasciando al lettore la libertà di immaginare la conformazione fisica del suo personaggio. Quando però John Huston ha trasposto sullo schermo Moby Dick, ha dovuto in qualche modo decidere su quale arto far zoppicare Gregory Peck, di fatto imponendo allo spettatore una caratterizzazione dell’e¬roe che la pagina scritta non dava affatto.
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| Che dramedy! La tv è un minestrone |
La Stampa Tuttolibri, 10.7.2004 |
C’era una volta il genere televisivo. Si accendeva la tv e si vedeva il film il lunedì, il gioco a quiz il giovedì, lo spettacolo di varietà il sabato e via dicendo. L’informazione stava nei telegiornali e in qualche programma di approfondimento. L’intrattenimento era nelle trasmissioni di musica leggera, con canzoni, balletti e qualche siparietto comico. L’edu¬cazione si trovava nei programmi pedagogici.
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| La lingua, macchina del tempo |
La Stampa Tuttolibri 22.5.2004 |
“Napoleone III fu eletto Presidente il 10 dicembre 1851. Da quel momento, sarà conservatore in politica estera e liberale in quella interna”. Che cosa stupisce in questa frase? O meglio: che cosa, seguendo le tradizionali grammatiche della lingua italiana, dovrebbe stupirci in questa frase – e invece ci appare del tutto normale?
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| Quando Omero scambiava pesci per pidocchi |
La Stampa Tuttlibri, 104.2004 |
Il lavoro che ormai da anni (in questi Incontri con la Sfinge, nel precedente Lezioni di enigmistica, nella sua scrittura giornalistica quotidiana) Stefano Bartezzaghi porta avanti con rigorosa ironia non può non interessare il linguista e ancor più il semiologo. Il passaggio dall’enig¬matica all’enigmi¬stica, infatti, non riguarda un aspetto secondario, frivolo o addirittura ridicolo, del linguaggio, ma investe in pieno la sua natura e quella di molti altri sistemi di segni.
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| Anche le letterature non hanno più paese, né confini |
LA Stampa Tuttolibri, 3.4.2004 |
Che cos’è una provocazione? Comunemente, è un atto che tende a causare reazioni irritate o addirittura violente. Anticamente, per esempio in diritto romano, era la semplice convocazione in tribunale. Con curiosa metonimia, nella giurisprudenza attuale diventa invece la circostanza attenuante offerta a chi, preso dall’ira per aver subito un’ingiustizia, ha reagito con palese esagerazione.
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| Il pensiero in punta di matita |
La Stampa Tuttolibri, 10.1.2004 |
È possibile disegnare un concetto? dar forma a un’idea? colorare una nozione? Generalmente si pensa di no: soltanto le entità concrete dovrebbero avere una loro rappresentazione grafica o pittorica; le immagini sarebbero sempre raffigurazioni di esseri e cose reali del mondo, simulacri di una ineliminabile esperienza visiva e mai illustrazioni di entità a vario titolo astratte quali, appunto, gli eventi mentali.
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| Gli immigrati in galera, i criminali nell'ombra |
La Stampa Tuttolibri, 6.12.2003 |
Un’ombra, da sola, è poca cosa: entità oscura e immateriale, viene spesso usata come facile metafora di un’esistenza effimera. Ma una metafora, si dice, va “filata”, in modo da sfruttare tutte le proprietà insiste in nel¬l’im¬magine di partenza.
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| Non puoi curarlo s enon capisci che ha un'altra cultura |
La Stampa Tuttolibri, 22.11.2003 |
Una ragazza di tredici anni, originaria dell’ex Zaire e residente in Francia da due anni, viene accusata di mangiare carne umana. Interrogata in proposito, lei stessa conferma: “La mangio cotta, grigliata, come nel barbecue”. Raccapricciante caso di cannibalismo?
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| Telefono, ergo sum |
Campus Web, 0ttobre 2003 |
Ricordate Dustin Hoffman nel celebre Alfredo Alfredo di Germi? È ossessionato dalla fidanzata Mariarosa (alias Stefania Sandrelli) che lo chiama al telefono mille volte al giorno domandandogli: “dove sei, cosa fai?”. Finché ha un incubo, dove all’ennesima richiesta della donna rivela urlando la fatidica verità: “sono al cesso, e sto cagando!”. Citazione poco carina ma tanto profetica:
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| Le immagini parlano: così lo spazio racconta il tempo |
La Stampa Tuttolibri, 13.9.2003 |
Esiste un linguaggio dell’arte? La domanda, tutt’altro che banale, circola da tempo nella nostra cultura, e ha ricevuto risposte di vario genere, dai purovisibilisti tedeschi ai formalisti russi, dagli strutturalisti francesi agli iconologi anglosassoni, per non parlare delle riflessioni vecchie e nuove dell’estetica filosofica. Tutto dipende, per molti versi, da che cosa si intende per “linguaggio”, ...
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| La tv ha compiuto il delitto perfetto: ha ucciso la realtà |
La Stampa Tuttolibri, 28.6.2003 |
“Adesso devi dirmi la verità: siamo in televisione”. È quel che chiede imperiosamente un ragazzo alla sua ragazza, verso la quale non ha mai nutrito eccessiva fiducia. Il loro rapporto è in difficoltà, il dialogo è stentato, non si capiscono più come prima. Unica soluzione possibile: andare insieme in tv e sottoporsi a una delle tante “prove” che, come nei racconti mitici, i cosiddetti reality show impongono ai partecipanti.
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| Eco insegna le regole del mestiere |
La Stampa Tuttolibri, 10.5.2003 |
Il commissario Montalbano ha i baffi? Per quanto si tratti di uno dei personaggi attualmente più famosi in Italia, non c’è una risposta univoca a questa domanda. Dipende dalle versioni.
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| La nostra identità oggi si rivela in un supermercato |
La Stampa Tuttolibri, 26.4.2003 |
Incontro un tizio un po’ strambo: ha le sneakers ai piedi ma non è per nulla uno sportivo; tant’è che sopra i jeans comprati al bazar ha una giacca griffata con collo alla coreana; va spesso da McDonald’s, anche se ama i buoni vini e frequenta i sushi bar; adora Disneyland e il turismo enogastronomico; si sente vicino ai no-global e va spesso a passeggiare nei grandi malls di periferia; frequenta comunque i mercatini rionali, gli acquisti più urgenti li fa però su Internet.
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| La Cavicchioli, semiotica degli affetti |
Il Manifesto Alias, 19.4.2003 |
“Vivere è passare da uno spazio all’altro, cercando di non farsi troppo male”. Non troviamo questa frase di Georges Perec nella raccolta postuma degli scritti di Sandra Cavicchioli (I sensi lo spazio gli umori e altri saggi, a cura di Costantino Marmo, Bompiani, pp. 301, € 19,00). Ma per certi versi l’intero libro ne è pervaso. Innanzitutto perché Perec era uno degli autori prediletti di Sandra, e il bellissimo saggio sulle descrizioni in Specie di spazi ne è testimonianza.
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| Uno spazzolino da denti ti può cambiare la vita |
La Stampa Tuttolibri, 15.2.2003 |
Nel mondo degli spazzolini da denti c’è una gran fregola di rinnovamento. Magari non ce ne siano accorti: niente di più comune e di meno cool di uno spazzolino; sta nella stanza da bagno o nella trousse da viaggio, e difficilmente potremmo esibirlo come uno status symbol. Eppure, il mercato di quest’oggetto a prima vista banale sta arricchendosi di forme, colori e materiali sempre nuovi, sino a raggiungere vertici di creatività talvolta incongrui.
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| Per trovare un accordo imparate prima alitigare |
La Stampa Tuttolibri, 11.1.2003 |
Per poter litigare bisogna prima essere d’accordo. Nessun contrasto può aver luogo senza che si siano preventivamente stabilite, esplicitamente o implicitamente, le regole complessive della relazione fra i possibili contendenti. Senza una qualche condivisione di valori, senza una comune visione del mondo, non ci sarebbero la materia del contendere, gli argomenti da discutere, le posizioni contrastanti.
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| Pacchi, pacchetti, pacchettini. Ormai è l’abito che fa il prodotto |
apparso su "La Stampa" - tuttoLibri il 4.11.2000 |
Tornando a casa, dopo la spesa, le fatiche non sono finite. Per poter mettere in frigo e in dispensa i prodotti acquistati, è necessario un lungo, paziente lavoro di spacchettamento, come alla ricerca degli oggetti effettivi con i quali prima o poi bisognerà nutrirsi. Innanzitutto, via le buste del super-mercato. E poi, soprattutto, via la scatoletta che impacchetta gli yogurt, via il cartone che tiene insieme le bottigliette, via la plastica che riveste i for-maggi, via la busta che contiene il caffè
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| Non è vero che del gusto non si può discutere |
apparso su "La Stampa" - tuttoLibri il 15.7.2000 |
Perché dei gusti non è possibile discutere? A dare uno sguardo alla cultura dei nostri giorni, sembra che non si faccia altro. Un gran numero di socio-logi, antropologi, filosofi, psicologi è in vario modo intento a ritrovare le-gami più o meno misteriosi tra quello che viene considerato uno dei cinque sensi, la capacità di valutare la bellezza di un’opera d’arte e i possibili cri-teri di costruzione dell’identità.
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| Senza le portinaie il mondo sarebbe più triste |
apparso su "La Stampa" - tuttoLibri il 15.4.2000 |
La scena si svolge in un’oscura stanza d’albergo: dopo aver legato al letto una fanciulla, un tizio travestito da Batman sale sull’armadio e le si getta addosso per concupirla; preso dalla foga erotica, l’uomo-uccello manca però il bersaglio e finisce tristemente a terra con una gamba rotta; così, lei bloccata, lui infortunato, passa moltissimo tempo prima dell’arrivo dei necessari soccorsi. Storia vera?
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| Babele è bella se sai incrociare le lingue |
apparso su "La Stampa" - tuttoLibri l'11-3-2000 |
La moda del parlar male della semiotica sembra essere passata. Dopo l’epoca d’oro dello strutturalismo, in cui la scienza dei segni si proponeva un po’ enfaticamente come la migliore chiave metodologica di una lunga serie di disci-pline (antropologia, sociologia, psicanalisi, critica letteraria etc.), in troppi s’era¬no lanciati in pesanti accuse di imperialismo nei suoi riguardi, decretandone in contumacia la scomparsa. ...
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| Provaci ancora Sam, almeno 150 volte |
apparso su "La Stampa" - tuttoLibri il 2.2.2000 |
C’è una scena di Provaci ancora, Sam in cui a Woody Allen, appena lasciato dalla moglie, viene presentata una ragazza; solo che lui, imbranato come sempre, riesce a trasformare il corteggiamento in una disastrosa serie di gaffes e gesti improbabili: lancia urletti pietosi, fa volare dei dischi, esi-bisce inverosimili medaglie, mangia in modo disgustoso al ristorante. ...
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